Oculista Antonio Messina

Dott. Antonio Messina
Vai ai contenuti

Presbiopia


La Presbiopia è un disturbo visivo caratterizzato dalla difficoltà di vedere nitidamente gli oggetti vicini. Questa condizione è considerata fisiologica poiché legata all’età. I primi sintomi insorgono di norma tra i 40 e i 45 anni e dipende dalla diminuzione dell’elasticità del cristallino, con conseguente riduzione della messa a fuoco.
 I disagi della presbiopia sono vissuti inizialmente come uno stato transitorio di affaticamento, stanchezza.  
Per mettere nitidamente a fuoco alle varie distanze d’osservazione, è necessario accomodare: più si avvicina un oggetto e maggiore è la quantità di messa a fuoco richiesta, per una visione precisa. Nell’età della presbiopia l’occhio perde tale capacità, a causa di fisiologiche variazioni anatomiche, e ciò comporta l’incapacità di focalizzare a distanza ravvicinata e intermedia. Il presbite, infatti, lamenta disagio nella lettura, nei lavori manuali, ma è in grado di leggere i segnali stradali, di vedere un film.
Statisticamente dopo i quarant’anni, la capacità di mettere a fuoco si riduce, provocando disagio nell’osservazione di piccoli particolari. Solitamente, sono i soggetti che svolgono un’impegnativa attività visiva da vicino ad accorgersi prima di questo cambiamento.
Il problema della presbiopia si manifesta più precocemente nei soggetti ipermetropi non corretti, per la difficoltà a compensare contemporaneamente la doppia condizione, mentre nei miopi è inizialmente “nascosta” dalla particolarità propria di questo difetto: la necessità accomodativa è parzialmente o interamente sostituita dal grado miopico.    
Questo disturbo visivo deve essere sempre corretto con lenti adatte ad assicurare una visione distinta, non affaticante e senza stress. Si possono impiegare differenti tipologie di lenti: monofocali, bifocali, multifocali.
In alcuni casi la presbiopia può essere corretta chirurgicamente.




Torna ai contenuti